La cucina del presidente /01

Qui si parla solo di cose intelligenti, è ora di abbassare un po' il livello. Lo sapevate che il presidente è un valente cuoco? No? Bè, con la presente rubrica lo scoprirete.

rapeChi di noi non si è trovato nel frigo oggetti che sarebbe difficile considerare ancora cibo, avendo più che altro l'aspetto di creature aliene particolarmente ripugnanti? Ecco, io stasera ho scovato, nei recessi del cassetto della verdura, là sul fondo, un sacchetto di rape anticate.

Premessa: a differenza di tante persone, a me le rape piacciono. Dolci ma con una nota pungente, croccanti se consumate crude in pinzimonio, o tenere e cedevoli ma sempre consistenti quando stufate o fatte al vapore, sono sicuramente uno dei miei ortaggi invernali preferiti.

Ma torniamo alle mie rape del sacchetto fantasma: erano veramente un po' troppo in là negli anni per essere consumate come se fossero fresche... ma qui non si butta via nulla, e quindi via di invenzione!

RAPE ALL'ACCIUGHETTA

Mondate le rape, sciacquatele (poverine, son così vizze che fan tenerezza!) e affettatele a fette abbastanza spesse.

Frugate nel frigo, nel ripiano in alto, là dove si accumulano, come sargassi cullati dalle onde dell'oceano, barattoli e barattolini, mesti rimasugli di cene luculliane o veloci spuntini, fino a quando non troverete quel barattolo di acciughe che sapete dover essere lì. Non preoccupatevi, c'è. C'è sempre. Magari con solo due tristi acciughine che navigano nell'olio rappreso dal freddo, ma c'è.

Buttate le acciughe, 4 o 5 basteranno, se ce ne sono di più vi salveranno la vita la prossima volta, in una padella, con il loro olio. Aggiungete uno spicchio d'aglio, pelato ed inciso (meglio ancora schiacciato, ma solo se la vostra dolce metà apprezza...), e scaldate la padella fino a quando le acciughe sono disfatte e l'aglio è dorato.

Buttate in padella le rape, salate, pepate, incoperchiate e cuocete a fuoco basso per una ventina di minuti, girandole di tanto in tanto.

Quando siano ben stufate, scoperchiatele, alzate il fuoco e fatele asciugare e saltare fino a quando non siano ben dorate.

Servitele caldissime, con crostini di pane (vecchio, nel mio caso) aromatizzato con olio e origano.

Farete la vostra porca figura.

Bon Apetit!

 

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